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venerdì 9 marzo 2012

Tartare di gambero rosso con Bloody Mary

..che il Bloody Mary sia il mio cocktail preferito non è certo un segreto per chi mi conosce (vero Maz??;D), ma qualche tempo fa mi è capitato di imbattermi in una ricetta che non potevo non divulgare!!
Da brava Mastechef - addicted , durante una puntata del daily ho letteralmente avuto una folgorazione: questa ricetta presentata da C.Tomei....provatela, è DA PAURA!!!!
Non riuscendo a reperire alcuni ingredienti (tipo il sale di sedano) ho rivisitato un poco la ricetta, senza stravolgerla, tuttavia mi sento di sottolineare una cosa importante: la buona riuscita sta soprattutto nel reperire gamberi FRESCHISSIMI, quindi mi raccomando!!!!

Per 4p vi occorreranno:

2 peperoni verdi dolci o friggitelli
1/2 limone (io ho usato il lime è non era male!!)

250 gr. di gamberi rossi FRESCHISSIMI
2 ravanelli
Sale rosa
olio e.v.o.
prezzemolo
Per il Bloody Mary:

250 gr. di succo di pomodoro
1/2 tazzina di vodka


Per prima cosa puliami i gamberi e riduciamoli a dadini, quindi trasferiamoli in una ciotolina; tagliamo ora i peperoni dilci a striscioline, il ravanello a scaglie ed incorporiamoli ai gamberi.
Saliamo leggermente ed aggiungiamo i gambi di prezzemolo tagliati a tocchetti.
Trasferiamo quindi il tutto in bicchierini o ciotoline da portata.
Nel frattempo prepariamo il Bloody Mary: in uno shaker aggiungiamo il succo di pomodoro, la vodka, il succo di limone, il pepe e il ghiaccio(io ho aggiunto anche qualche goccia di tabasco...ma sono malata, loso!:D). 
Shakerate bene  e versare sulla tartare di gamberi.....sentirete che delizia!!!








Fonte: Masterchef Italia

lunedì 12 dicembre 2011

Tortelli verdi reggiani by Wizzy & Ricos

Qualche sera fa io e Ricos ci siamo cimentati (per la prima volta per quel che mi riguarda) nella preparazione dei tortelli verdi classici della nostra tradizione, ed ovviamente cari amici ho documentato TUTTO!!!!
Procuratevi:

800 gr di bietole (vi concedo anche quelle surgelate a cubetti)
800 gr di spinaci (idem come sopra!)
600 gr farina 00
6 uova
400 gr parmigiano reggiano grattugiato
300 gr di ricotta
sale
1 scalogno
3/4 cucchiaini di lardo tritato
noce moscata
burro q.b.
salvia in foglie

Iniziamo dalla pasta: mettete a fontana su una spianatoia (o una terrina se non siete dei veterani dell'impasto!) la farina e le uova ed impastate bene fino a quando non avrete ottenuto una pasta soda ed omogenea; avvolgetela quindi nella pellicola e lasciatela riposare per una mezzoretta.



Nel frattempo dedicatevi al ripieno : eliminate le coste dure dalle bietole (che potete lessare a parte), lavate BENE le foglie sotto l'acqua corrente e lessatele per circa 15/20 minuti o comunque fino a quando le foglie risulteranno morbide; lo stesso dicasi per gli spinaci (se decidete di usare bietole e spinaci surgelati, lessateli comunque per 5/10 minuti e procedete come di seguito!).
Quando bietole e spinaci saranno cotti scolateli e metteteli in un piatto, prendetene quindi una parte , strizzatele bene (iniziamo con i "lavori sporchi"!!!:DD) e mettetele su un tagliere.
Ripetete l'operazione finchè non avrete terminato le verdure, quindi tritatele bene (preferibilmente a coltello...!!) e lasciatele raffreddare.
In una padella capiente fate rosolare lo scalogno a listarelle, 3-4 cucchiai di lardo tritato ed infine le erbette tritate, aggiustate di sale e lasciate insaporire bene a fiamma dolce.
Togliete quindi le erbette dal fuoco e lasciatele intiepidire in una insalatiera piuttosto grande.
Incorporate quindi circa 300 gr. di parmigiano reggiano grattugiato, 300 gr. di ricotta ed un poco di noce moscata; mescolate bene con le mani in modo che il ripieno si amalgami bene.
Se il ripieno vi sembra troppo "molliccio" aggiungete un poco di ricotta e qualche cucchiaio di parmigiano reggiano finchè non avrà raggiunto la consistenza giusta (per evitare che in cottura fuoriesca dalla pasta deve risultare bello sodo!!!).



Ora recuperate la pasta e tirate (con l'apposita macchinina...altrimenti il lavoraccio a mattarello vi sfinirà,parola mia!!) una striscia alla volta finchè non risulterà davvero molto sottile;

...La macchinina irrinunciabile!!













Rifilate i bordi con la rotella dentellata, quindi procedete mettendo una cucchiaiata di ripieno sulla parte di pasta verso di voi mantenendo una distanza regolare fino alla fine della striscia di pasta ed infine ripiegatela su se stessa in modo che risulti completamente coperta; con le dita schiacciate delicatamente intorno al ripieno in modo che l'aria esca bene ed infine ritagliate con una rotella dentellata.

Prendete un tortello alla volta e schiacciatene bene i bordi con le dita in modo che non si aprano durante la cottura




Cospargete bene con la farina alcuni vassoi di carta dove riporrete i tortelli a mano a mano che saranno pronti.
Se volete conservarli e cucinarli in un secondo momento, lasciateli "asciugare" sui vassoi in luogo fresco e asciutto per almeno 2 giorni, poi procedete a congelarli nei sacchetti da freezer (è importante che rispettiate questi tempi, altrimenti si attaccheranno tutti!!!).
Se invece volete cucinarveli subito,ecco cosa dovrete fare: portate ad ebollizione l'acqua in una pentola abbastanza grande(aggiungete il sale secondo i vostri gusti), quindi tuffate delicatamente i tortelli uno ad uno nell'acqua; quando iniziano a venire a galla verificate la cottura (basta incidere leggermente un angolo del tortello) e scolateli con una ramaiola.
Fate sciogliere in un saltapasta (a meno che non decidiate di condire i tortelli direttamente nel piatto!)un poco di burro a fuoco dolcissimo, aggiungete qualche foglia di salvia ed infine i tortelli;spegnete il fuoco e procedete ad impiattare, aggiungendo parmigiano reggiano grattugiato a volontà!



...parola mia: con un buon bicchiere di Lambrusco diventano impareggiabili!!!












Con questa ricetta partecipo al contest Comfort food di La cucina delle streghe



sabato 3 settembre 2011

Paccheri ai crostacei (dajeee Peppuccio!!)

Il momento "amarcord" non è ancora finito amici: il profumo delle ferie e del mare è troppo vicino per non continuare a stuzzicarvi con qualche specialità marinara!!!
Sempre grazie a Peppuccio ecco la perfetta misticanza tra la tradizione Partenopea e la cucina Elbana rappresentata da questo primo di cui , giuro, non vi stancherete mai!
Per preparare i nostri paccheri (onorando le porzioni generose di Peppo!)procuratevi (per 4p):




400 gr. paccheri (o schiaffoni)
8 gamberoni
8 scampi medi(anche surgelati)
2/3 granchi non troppo grandi
2 spicchi d'aglio
circa 20 pomodorini Pachino
olio e.v.o.
vino bianco secco
prezzemolo
sale
pepe






Prendete gli scampi, togliete le teste e sgusciateli, tenendone però da parte 2 o 3 interi; fate altrettanto con i gamberoni; i granchi invece tagliateli solamente a metà nel senso della lunghezza (attenti a non farvi male!!!).
In una padella ampia fate soffriggere i nostri crostacei ed i granchi con un poco di olio e.v.o., l'aglio e mezzo bicchiere di vino bianco aggiustando di sale e pepe.
In un pentolino a parte fate bollire le teste degli scampi in modo da fare un bel brodino saporito.
Dopo qualche minuto aggiungete ai crostacei i pomodori pachino, incorporando di tanto in tanto un poco di brodetto di scampi, e dopo circa 5 minuti unite al tutto anche gli scampi ed i gamberoni interi che avevate messo da parte.
Lasciate cuocere il nostro sugo per circa 10 minuti (comunque tenetelo monitorato, mi rimetto al vostro giudizio!!) a fuoco medio; al termine lasciate riposare.
Nel frattempo lessate in abbondante acqua salata (magari aggiungete 1-2 mestoli di brodetto di scampi, la renderà più saporita!) i paccheri ed abbiate cura di scolarli MOLTO al dente!!
Una volta scolati, uniteli al sugo e fate saltare il tutto a fiamma vivace qualche minuto ( se vedete che  si asciuga troppo potete aggiungere un po' del mitico brodetto di scampi!) finchè il sugo non avrà assunto una consistenza abbastanza cremosa.
Guarnite con prezzemolo tritato e servite....lo adoreranno, parola mia (e di Peppuccio!)!!!!

mercoledì 24 agosto 2011

Lumachine di mare alla maniera di Porto Azzurro

In una delle mie serate "Elbiche", ho deciso di cimentarmi nella preparazione di una prelibatezza che non avevo mai affrontato prima, ma di cui ammetto sono golosissima: le lumachine di mare!!
Chi di voi (me compresa) le ha assaggiate, al 99% se le sarà gustate in una sorta di "guazzetto", ma a Porto Azzurro sono soliti cucinarle così :

Per circa 4p :

400 gr di lumachine di mare freschissime 
2 spicchi d'aglio
3 peperoncini secchi
1/2 bicchiere di vino bianco
prezzemolo tritato q.b.
sale q.b.
3/4 fette di pane toscano

Se le lumachine sono freschissime non avrete bisogno di farle spurgare in acqua salata, altrimenti questa operazione vi richiederà circa un paio d'ore in più!!
Sbollentate le lumachine in acqua salata per circa 5 minuti (dal bollore) , poi scolatele; nel frattempo in una casseruolina fate rosolare l'aglio ed i peperoncini interi ; quando l'aglio sarà imbiondito aggiungete le lumachine, alzate la fiamma ed irrorate con il vino bianco; lasciate cuocere a fuoco vivo 3-4 minuti (senza però fare asciugare troppo il sughetto!) coprendole con un coperchio.
Intanto tagliate a metà le fette di pane e tostatele nel forno; disponetele quindi  "a corolla" in una terrina , aggiungete le lumachine con il loro sughetto badando che le fette di pane restino "scoperte" per metà , guarnite con prezzemolo tritato ...et voilà!
Che dire, ora munitevi di stuzzicadenti per gustarvi questa autentica prelibatezza!!!:D

Pappardelle al ragù di pesce spada alla maniera di Peppuccio!

Miei cari ma ciaooooooo!!!
sono rientrata - decisamente ritemprata!- dalle ferie trascorse, come d'abitudine, nella splendida Porto Azzurro ormai mia seconda casa.
Ovviamente come al solito ho tentato di assorbire al massimo le specialità che ho degustato in loco ed eccomi qui pronta a diffondere il frutto del mio "spionaggio"!!!
La ricetta che vi propongo è una sorta di "crossover": cuoco napoletano , elbano d'adozione!!
Thanks to Peppuccio (Eddy, Dd, Elisa, Silvia questo è un autentico amarcord!), noto ristoratore di Porto Azzurro, eccovi svelato il segreto delle sue pappardelle con pesce spada affumicato!


Per 4p procuratevi:


500 gr di pappardelle
200 gr di pomodorini pachino
200 gr di zucchine
350 gr di pesce spada affumicato
2 spicchi d'aglio
1/2 bicchiere di vino bianco
olio e.v.o.
sale q.b.


Iniziamo con la parte più noiosa: pulite le zucchine e riducetele a dadini (o comunque a tocchetti piccoli); in una padella ampia scaldate un poco di olio extravergine d'oliva e rosolatevi l'aglio, quando comincerà ad imbiondire, incorporatevi le zucchine e lasciate cuocere a fiamma dolce un paio di minuti .
Pulite il pesce spada e tagliatelo a listarelle (o cubetti a seconda del formato che preferite!), unitelo alle zucchine, irrorate con un po' di vino bianco e lasciate evaporare cuocendo per altri 5 minuti.
Nel frattempo tagliate a metà i pomodorini ed incorporateli al sugo , aggiustate di sale e lasciate insaporire il tutto circa 2-3 minuti (se vedete che si asciuga troppo, bagnate con un mestolo d'acqua).
Intanto cuocete le pappardelle in acqua salata, scolatele piuttosto al dente, lasciandole leggermente "acquose"; a questo punto unitele al sughetto e fatele saltare in padella per un paio di minuti a fuoco vivo ( mi raccomando non fatele diventare troppo asciutte!!).
Completate con un filo di olio e.v.o. crudo (ed una spolveratina di prezzemolo se piace) e servite subito.


...e pensate che Peppuccio riserva questa prelibatezza solo alle cene in casa...;-)




Consiglio


E' un primo piatto dal sapore gentile ma ben caratterizzato dal gusto affumicato del pesce spada; se vi piace vi concedo di aggiungere al sughetto anche un peperoncino secco sbriciolato (solo uno però perchè, a mio gusto, il troppo piccante potrebbe coprire il sapore del pesce spada!!).

domenica 17 aprile 2011

Orata all'acqua pazza (thanks to Peppuzzo)

..a grandi passi arriva la primavera, ed oltre ad avere voglia di sapori meno invernali sempre più pressante è l'appuntamento con la prova costume... ergo ecco che (proprio perchè penso sempre ad unire l'utile al dilettevole cari amici di Wk) oggi vi propongo un secondo di pesce adatto ad una fase di detox pre estivo,e che francamente adoro, forse perchè è anche una delle specialità del caro Peppuzzo (noto ristoratore di Porto Azzurro, ndW): l'orata all'acqua pazza.
Come vi dicevo è un classico secondo piatto di pesce dal gusto delicato e molto facile da preparare; si dice che la cottura all'acqua pazza sia stata inventata dai pescatori di Ponza, e che fosse diventata assai di moda a Capri grazie a Totò, che era ghiotto del pesce cotto all'acqua pazza.
L'orata all'acqua pazza è la ricetta ideale da servire nel periodo primaverile-estivo, in quanto si presenta come un secondo piatto leggero e buonissimo, inoltre stupirà i vostri commensali per la sua semplicità ed il suo sapore irresistibile!!

Vi occorreranno:
1/2 bicchiere d'acqua 
4 spicchi d'aglio
2 cucchiai di olio e.v.o.
Pepe q.b.
Pesce di mare (1 orata da 800 gr o 2 da 400 gr circa)300 gr di pomodori pachino
Prezzemolo q.b.
Sale q.b.
1/2 bicchiere di vino bianco 




Per prima cosa, cominciate con la pulizia dell'orata (ormai dovreste sapere che sono un pò sadica, quindi vorrei che questi "lavoracci" non fossero sempre saltati a piedi pari...ma sono anche comprensiva e se proprio non volete pulire il pesce e decidete di comprarlo già pulito potete procedere con la preparazione!!!).
Mettete all’interno della pancia un pizzico di sale, uno spicchio di aglio e un paio di foglioline di prezzemolo.
Prendete quindi una pirofila (o una teglia), cospargetene il fondo con l’olio extravergine di oliva, poi adagiatevi le orate (o l’orata se avete scelto quella da 800 gr). 
Tagliate i pomodorini a spicchi o cubetti ed uniteli nella pirofila assieme ai due spicchi d’aglio restanti tagliati a fettine, il prezzemolo a foglie , il sale e il pepe (o peperoncino fresco se piace), l’acqua e il vino bianco; i liquidi non devono ricoprire interamente le orate ma restare a meno della metà dell’altezza del pesce.
A questo punto infornate in forno già caldo a 220° per circa 20-25 minuti.
Quando l’orata all’acqua pazza sarà cotta, estraete la pirofila dal forno, adagiate l'orata su di un piatto, eliminate la pelle; dividetela quindi in filetti  eliminando tutte le lische (quella grande centrale e le laterali) e la testa.
Una volta ottenuti i 4 filetti, metteteli in un piatto da portata, irrorandoli con il fondo di cottura e servite immediatamente.
.








■ Consiglio


E' molto importante per la riuscita di questo piatto che l'orata sia fresca, assicuratevi quindi che la carne del pesce abbia una consistenza soda ed elastica al tatto ,che gli occhi non abbiano un colore opaco ma che siano brillanti e non infossati ed infine controllate che le branchie siano rosse o rosa vivo ed umide.

Potete servire l'orata all'acqua pazza anche su un letto di patate lesse o al forno!

domenica 27 febbraio 2011

Pesto alla Genovese (ricetta originale)

Proprio ieri  facendo una puntatina verso il mare (con queste giornate non se ne può fare a meno!!) ho approfittato per andare a trovare un'amica, Daria, genovese d.o.c. trapiantata in zona Cinqueterre... in poche parole una ligure al 100%!!!
Abbiamo pranzato insieme, e mi ha  preparato un piatto di trenette al pesto ( fatto in casa dalla sua mamma) assolutamente divino!!
Da qui mi è venuta l'idea di  pubblicare la ricetta ORIGINALE di  questa salsa che si dice addirittura sia afrodisiaca.
Il pesto è una salsa fredda, sinonimo e simbolo di Genova e dell'intera Liguria, che da alcuni decenni è tra le salse più conosciute e diffuse nel mondo.


Le prime tracce del pesto le troviamo addirittura nell'800 e da allora, la ricetta si è sempre mantenuta identica, almeno nella preparazione casalinga. Per fare il vero pesto alla genovese occorrono un mortaio di marmo e un pestello di legno e... molta pazienza (ed olio di gomito!).
Come ogni ricetta tradizionale, ogni famiglia ha la sua ricetta del pesto alla genovese, quella che vi proponiamo in questa ricetta è quella del Consorzio del pesto genovese.







Procuratevi:

2 spicchi di Aglio
50 gr di foglie di basilico
100 ml olio extra vergine d'oliva
6 cucchiai (circa 70 gr)di Parmigiano Reggiano grattugiato
2 cucchiai (circa 30 gr) di Pecorino grattugiato
1 cucchiaio (circa 15 grammi) di pinoli
1 pizzico di sale marino grosso




Per preparare il pesto alla genovese bisogna innanzitutto precisare che le foglie di basilico non dovranno essere lavate e bagnate, ma pulite con un panno morbido (1), e che si tratti di basilico ligure o Genovese, a foglie strette (e non quello meridionale a foglie grosse, che spesso ha un aroma di menta).
Mettete dunque l'aglio sbucciato nel mortaio (2) insieme a qualche grano di sale grosso (3) .




cominciate a pestare-qui si vede chi è sportivo e chi no...;D- (4) e quando l'aglio si sarà ridotto in crema, aggiungete le foglie di basilico insieme ad un pizzico di sale grosso (6), che servirà a frantumare meglio le fibre e a mantenere un bel colore verde acceso,


schiacciate, quindi, il basilico contro le pareti del mortaio ruotando il pestello da sinistra verso destra e contemporaneamente ruotate il mortaio in senso contrario (da destra verso sinistra), prendendolo per le "orecchie" ,ovvero le 4 sporgenze tondeggianti che caratterizzano il mortaio stesso (7), continuate così fino a quando dalle foglie di basilico non uscirà un liquido verde brillante (8), a questo punto aggiungete i pinoli e ricominciate a pestare ( vi avevo detto che era una preparazione per VERI sportivi!) per ridurre il tutto in crema.

Aggiungete  un po' alla volta, mescolando continuamente,i formaggi che andranno a rendere ancora più cremosa la salsa, e per ultimo l'olio di oliva extravergine che andrà versato a filo, mescolando sempre con il pestello. Amalgamate bene gli ingredienti fino ad ottenere una salsa omogenea.







Consiglio


La lavorazione del pesto alla genovese deve avvenire nel minor tempo possibile per evitare problemi di ossidazione.


Nel caso voleste usare il frullatore  (sappiate che dissento pienamente, perchè sono una tradizionalista convinta!!) è sicuramente meglio optare per le lame in plastica, poichè quelle in metallo infatti hanno il difetto di non fare sprigionare (anzi quasi di alterare) completamente i sapori dalle foglie rendendo il pesto amarognolo. Questo metodo consente di ottenere un pesto più emulsionato, simile ad una crema; il consiglio che si può dare è di usare il frullatore alla velocità più bassa possibile, e di frullare a scatti (frullate per qualche secondo poi interrompete per qualche secondo e così via), in modo da evitare fenomeni di riscaldamento dovuti all’attrito. Un altro accorgimento per evitare il surriscaldamento del pesto alla genovese è quello di mettere la tazza del frullatore e le lame in frigorifero un'ora prima dell'utilizzo.





Curiosità




Per ottenere un ottimo pesto alla genovese, le foglie di basilico devono essere necessariamente asciutte, e non devono minimamente essere stropicciate, poichè la rottura delle vescicole contenenti gli oli essenziali poste sulla parte superiore delle foglie, provocherebbe l’ossidazione del colore e degli aromi, rendendo il pesto verde scuro e dall’aroma erbaceo.


Per la preparazione del pesto alla genovese, utilizzate dell'olio dolce e maturo perchè quest'ultimo, oltre a fare da solvente per le sostanze aromatiche, garantisce il perfetto amalgamarsi del pesto stesso, esaltando l’aroma del basilico ed attenuando
il piccante dell’aglio.

venerdì 18 febbraio 2011

Melanzane alla Parmigiana Light

Le Melanzane alla Parmigiana sono un piatto generalmente un po' pesantuccio, oggi però vi propongo una variante light, ma buona come la tradizionale!
Oltre che piacere a tutti, questo piatto è molto adatto per chi come me,spesso non ha molto tempo di cucinare durante la settimana...sappiate che potete anche prepararlo la sera o il giorno prima, e limitarvi a scaldarlo in forno pochi minuti prima di servirlo: sarà ancora più buono!!!
Vi occorreranno:

2 melanzane


2 barattoli di pomodori pelati


aglio


olio e.v.o.


1 pizzico di zucchero


basilico


parmigiano grattugiato


1 mozzarella





Per prima cosa tagliate le melanzane a fettine abbastanza sottili e disponetele su una teglia ricoperta di carta forno;infornatele quindi  a 180° per 15 minuti ca a forno ventilato( in alternativa potete anche grigliarle normalmente,su una bistecchiera oppure una griglia apposita!).
Mi raccomando: non aggiungete nessun condimento...altrimenti non è più light!!!
Pulite e schiacciate uno spicchio di aglio; fatelo rosolare in poco olio extra vergine in una padella antiaderente.
Ora aggiungiete in padella anche i pelati, aggiustate di sale e mettete pure qualche foglia di basilico per preparare un buon sugo rosso, aggiungendo anche una puntina di zucchero.
Preparate una pirofila da forno e procedete in questo modo: fate uno strato di sugo, poi uno di melanzane e un bel pò di formaggio grattugiato; tanti strati fino a che non finiranno le melanzane.
Alla fine in superficie aggiungete pure un po' di mozzarella a dadini.
Infornate il tutto a 180° fino a che le melanzane ben calde non saranno ricoperte di mozzarella ben gratinata e sciolta.
Non siete convinti di questo lato light delle melanzane alla Parmigiana? D'accordo, ve lo concedo: se preferite potete aggiungere la mozzarella anche negli strati interni della Parmigiana...non sarà più così diet(anche se comunque rimane molto più leggera della versione tradizionale!) ma certamente sarà molto gustosa!!!


Filetti Cernia in crosta di zucchine

Un secondo piatto a base di pesce, preparato in crosta, ma non con le classiche patate: oggi vi propongo un'originale crosta di zucchine.
Un piatto semplice da preparare con pochi ma gustosi ingredienti e sicuramente adatto a tutti.
Vediamo come si prepara; procuratevi:



500 gr. ca. di filetti di cernia ( oppure va bene anche l'orata!)
2 zucchine verdi
1 scalogno
olio e.v.o.
sale
basilico




Tagliate le zucchine "à la julienne" con una grattugia per carote (oppure come bravi samurai,a mano..per eccellere nell'arte della stregoneria culinaria occorre avere perfetta padronanza delle lame...!;D) e tritate lo scalogno.
Togliete accuratemente le spine rimaste nei filetti di cernia/orata...ricordate: fidarsi dell'abilità del pescivendolo è bene, ma non fidarsi è meglio!!
Foderate quindi una teglia con carta forno e bagnatela con un filo d'olio; stendete uno strato di filetti di pesce nella teglia ed aggiungete un pizzico di sale.
Mescolate le zucchine e lo scalogno tagliati e poi adagiateli sopra ai filetti fino a ricoprirli.
Un ultimo giro di olio, sale e un pizzico di basilico prima di infornare a 150-180° per circa 20 min.
Non vi preoccupate se le zucchine fanno un po' di acqua nella teglia e lasciate riposare 5 minuti prima di servire.
Buon appetito!!!




Curiosità

La locuzione "à la julienne"è citata per la prima volta in Le Cuisinier Royal, l'origine è incerta, ma potrebbe derivare dal nome di uno chef di nome Jean Julien il quale avrebbe utilizzato per primo il metodo per la preparazione delle verdure.

domenica 13 febbraio 2011

direttamente dagli USA: Cheesecake

Il Cheesecake, è un dolce tipico della tradizione americana ( a mio parere di una bontà quasi commovente!), per la precisione di New York.

Il cheesecake è preparato con crema fresca di formaggio, e si ritiene che abbia antichissime origini greche; infatti la prima traccia di cheesecake di cui si abbia notizia si ha nel 776 a.C. nell’isola di Delos, in Grecia, come dolce servito agli atleti nei primi giochi olimpici della storia.
I romani, esportarono dalla Grecia la ricetta del cheesecake, che si propagò in tutta Europa, e secoli dopo apparve in America con la ricetta portata dagli immigrati.
Nel 1872 un lattaio americano di nome James L. Kraft, nel tentativo di ricreare il formaggio francese Neufchatel, incidentalmente (buon per lui!) inventò il formaggio fresco pastorizzato che poi chiamò Philadelphia, e nel 1880 cominciò la grande diffusione di questo prodotto e il suo utilizzo per la preparazione della moderna cheesecake.
Oggi, i migliori produttori di cheesecake, secondo quanto affermano gli stessi americani, si trovano a New York.
Dopo questi cenni "storici" eccovi la mia ricettina per realizzare questo capolavoro di stregoneria culinaria d'oltreoceano;ovviamente esistono migliaia di varianti,alcune lontanissime dalla tradizione ed altre fin troppo rigide e complicate da eseguire ma con questa credo di aver trovato la giusta via di mezzo tra praticità e fedeltà all'originale...in medio stat virtus dicevano,giusto? ;)

vi occorreranno:

per la base:

400 gr di biscotti secchi (meglio se "digestive"!)
230 gr di burro

per la crema:

5 uova
250 gr di zucchero
1 bustina di vanillina
600 gr Philadelphia

per la copertura:

250 ml acqua
1 bustina di gelatina per torte
2 cucchiai di zucchero
1 vasetto di marmellata di lampone/frutti di bosco
Frutti di bosco a piacere

...siete pronti??

Fate sciogliere il burro a fuoco dolce; sbriciolate nel frattempo i biscotti ed aggiungeteli al burro quando sarà fuso aiutandovi con le mani(non avrete pensato che vi avrei risparmiato questo "sporco" lavoro , vero??;D).




Foderate una tortiera con la carta da forno (per farla aderire meglio potete spennellare lo stampo con il burro fuso prima di appoggiare la carta da forno...trucchetto!) e versatevi l'impasto di biscotti,premendo bene così da creare la base per la nostra torta e mettete da parte;




In una terrina mescolate le uova con lo zucchero e la vanillina,frustate il composto finchè non sarà omogeneo;


aggiungete quindi il Philadelphia e mescolate per benino finchè il composto non sarà  omogeneo e soprattutto PRIVO DI GRUMI!!
Se siete degli sfaticati(e sappiate che questo potrebbe costarvi il degrado a livello di "apprendista stregone") e volete rovinare questo bel momento di fatica fisica, potete anche mescolare la crema nel mixer,ma vi informo che non approvo!!!
Versate quindi la crema ottenuta sulla base di biscotti ed infornate il tutto a 150° per circa un'ora.

A cottura avvenuta spegnete il forno, e lasciate riposare il cheesecake per 30 minuti nel forno spento e con la porta leggermente aperta.
Nel frattempo(così non rimanete inoperosi!) sciogliete in acqua la gelatina con lo zucchero e portate il tutto ad ebollizione per 1 minuto circa.
Stemperate la marmellata in metà di questo sciroppo (controllate voi che il tutto rimanga abbastanza denso) e ,solo quando il cheesecake è FREDDO, spalmate la salsa ottenuta sulla torta.
Aspettate di nuovo il raffreddamento del tutto e fate riposare la torta in frigo almeno 4-6 ore prima di servirla!
...Sentirete che delizia!!!!

Il tocco dello chef:
Ovviamente se volete esagerare, potete guarnire la torta,prima di servirla, con frutti di bosco interi!







Consiglio


Per una riuscita ottimale del cheesecake, usate assolutamente per la preparazione il Philadelphia, mentre per il fondo sono preferibili i biscotti digestive, meglio se della marca McVitie’s, che potrete facilmente reperire nei grandi supermercati.


E' bene sapere, inoltre, che è meglio non aprire il forno prima di 30-40 minuti dall’inizio della cottura, per evitare rovinosi “afflosciamenti” del cake.
Ricordate che ogni fetta del cheesecake dovrebbe essere tagliata, come fanno a New York, col "dental floss", cioè con il filo interdentale...ma vi concedo il la paletta per dolci!!!

domenica 28 novembre 2010

dolcetto in extremis: la Tarte Tatin!

eccomi cari lettori miei!!!
vi sarà certamente capitato di trovarvi in situazioni di "difficoltà" quali ad esempio inviti a cena dell'ultimo minuto oppure ospiti inaspettati..comunque sia, è tassativamente VIETATO farsi sorprendere impreparati...e qui tenterò di venire in vostro aiuto con la ricetta di un dolce semplice ma da leccarsi i baffi e, parola mia, nessuno crederà che si tratti del vostro "dolce di riserva"!!!
sto parlando della celeberrima Tarte Tatin!
La Tarte tatin è un classico dolce della tradizione francese nato all'inizio del secolo grazie all'inventiva delle sorelle Caroline e Stephanie Tatin albergatrici a Loret-Cher, in Francia.
In realtà sembra che, come di solito accade, questa buonissima torta sia nata a causa (sarebbe meglio dire per merito) di uno sbaglio.
Le due sorelle Tatin, avevano nell'albergo due ruoli diversi, mentre la giovane Caroline si occupava di accogliere i clienti, Stephanie, cuoca provetta, si occupava della cucina: in particolar modo era apprezzata la sua buonissima torta di mele.
La leggenda narra che, un giorno in cui l'albergo era pieno di cacciatori che aspettavano di poter pranzare, Stephanie si accorse di non aver preparato la sua torta di mele; senza farsi prendere dal panico corse in cucina, imburrò e cosparse di zucchero una tortiera, ci mise dentro le mele e la infornò. Solo dopo si rese conto di non aver foderato la tortiera con la pasta brisè! Ancora una volta Stephanie prese in pugno la situazione, ricoprì la tortiera con un solo strato di pasta e rimise tutto in forno. La storia finisce, naturalmente, con il lieto fine: infatti terminata la cottura, Stephanie rovesciò la torta su un piatto e la portò in sala dove fu letteralmente divorata. Era nata così la tarte tatin.
Successivamente, visto il discreto successo riscosso, la tarte tatin fu adottata dal celebre ristorante parigino Maxim's che ne fece uno dei suoi cavalli di battaglia.
Oggigiorno è uno dei dolci più amati in Francia ed è immancabile nelle Brasseries e nei ristoranti, dai più modesti ai più lussuosi.
 
Per realizzarla vi occorreranno:
75 gr burro
8/10 mele golden (dipende dalla grandezza)
250 gr zucchero
350 gr pasta briseè (o frolla sottile se preferite)
 
Noterete che ho inserito passaggio per passaggio qualche immagine che può essere di maggiore aiuto...mi sto evolvendo!!!:D
Per prima cosa preparate la pasta briseè/frolla che servirà come base della torta (se,come temo,starete davvero combattendo una lotta contro il tempo, avete il mio benestare per l'utilizzo di un rotolo di pasta già pronta!)
Occupatevi poi delle mele: togliete loro il picciolo, sbucciatele e tagliatele a spicchi, dividendo ogni mela in quattro parti  ed eliminando il torsolo centrale.
Prendete una casseruola tonda che possa andare in forno ovviamente!!!:D)  e imburratela per bene, disponendo sul fondo dei piccoli ciuffetti di burro;aggiungete quindi lo zucchero (tranne un paio di cucchiai) che dovrà ricoprire interamente il fondo(fig. 2 e 3).

Tarte tatin


Disponete ora gli spicchi di mele, formando un primo strato che sistemerete con il dorso rivolto verso il fondo della casseruola(fig. 4 e 5) .

Tarte tatin
 Cospargete le mele con lo zucchero rimasto e continuate con il secondo strato di mele che sistemerete però con il dorso rivolto verso l’alto(fig.6).

Mettete quindi la casseruola sul fuoco vivace e lasciate cuocere fino a quando lo  zucchero si sarà sciolto e diventato biondo (fig. 7); potete verificarne l'aspetto inserendo tra le mele la punta di un coltello.
Spegnete quindi il fuoco e lasciate  leggermente intiepidire. Nel frattempo stendete la pasta briseè/frolla e disponetela sopra le mele (fig.8), rivoltando i bordi verso il basso come per avvolgerle.

Tarte tatin


 punzecchiate la pasta briseè/frolla qua e la con uno stecchino. Infornate a 220 gradi per 15 minuti: quando la pasta brisè inizierà a gonfiarsi, abbassate il forno a 180 gradi e lasciate cuocere per altri 15 minuti. Terminata la cottura, estraete la tarte tatin dal forno ,capovolgetela immediatamente su un piatto o un vassoio (fig. 9), attendete che intiepidisca leggermente e ...buon appetito!





Consiglio



Per i più golosi: la tarte tatin andrebbe servita calda e con sopra della panna fresca montata.
Se volete, inoltre, potete provare a rendere più ricca la vostra tarte tatin aggiungendo altri tipi di frutta come le pere, le albicocche o le prugne e, se vi piace, un cucchiaino di zenzero.




















martedì 14 settembre 2010

ambrosia Azteca:Guacamole

...volete essere autentici stregoni in cucina??
bene, allora non potete esimervi dal saper preparare questa antica "ambrosia" azteca..:sto parlando del ben noto Guacamole!!
so che magari leggendo la ricetta del McWizzy part I,avrete pensato che fossi pazza a proporre il "guacamole modificato",è doveroso quindi che inseriamo nel nostro percorso la ricetta originale del Guacamole.
Questa  famosa salsa messicana è un antichissimo condimento a base di avocados, ormai diffusa in tutto il mondo, la cui ricetta risale addirittura al tempo degli Atzechi.
La ricetta orginale del guacamole era costituita dalla sola purea di avocado miscelata con succo di lime e sale, ma con l’andare del tempo è stata arricchita fino ad arrivare ai giorni nostri in una versione molto più elaborata che in origine, la quale comprende anche pomodori, chili, cipolla, aglio, pepe, polvere di cumino e coriandolo fresco.


vi occorreranno:
1 spicchio d'aglio
2 avocados ben maturi
1 piccola cipolla
2 gambi di coriandolo fresco (o 1/2 cucchiaino se essicato)
1/2 cucchiaino di cumino in polvere
succo e la scorza grattugiata di 1 lime
2-3 cucchiai di olio extravergine
pepe macinato al momento abbondante
1 peperoncino verde fresco piccante
1 pomodoro ben maturo ma sodo
sale

Tagliate gli avocados a metà, privateli del nocciolo centrale e poi spellateli(spero non siate troppo schizzinosi....eheh.. ;-)  ).
Riducete la polpa a piccoli dadini, dividetela a metà e ponetene una parte in una ciotola, che ridurrete in poltiglia cremosa con  una forchetta (o un pestello).
Mondate aglio, cipolla e peperoncino e tritateli finemente , poi aggiungeteli alla crema di avocados;spellate il pomodoro, togliete i semi interni , tagliatelo a piccoli dadini e aggiungetelo al composto.
Lavate il lime, asciugatelo, grattugiate la scorza e spremetene il succo; aggiungete anche questi ingredienti al composto insieme alla polvere di cumino, il sale, e abbondante pepe macinato al momento.
Miscelate con cura gli ingredienti, aggiungete qualche cucchiaio di olio di oliva e per ultimo unite al composto l’altra parte della polpa di avocados tagliata a dadini.
Coprite il guacamole e lasciatelo riposare per almeno mezz’ora, per far sì che i sapori si fondano al meglio.



Consiglio

Il segreto di un buon guacamole è sicuramente l’utilizzo di avocados ben maturi, che alla pressione delle dita, devono risultare morbidi, ma non troppo molli.
La salsa guacamole, oltre ad accompagnare alcuni piatti tipici messicani come tostadas e tacos, ma è superba anche come accompagnamento per carne alla griglia, impanata o pesce.

sabato 31 luglio 2010

mare..profumo di mare!!!!

..rieccomi qui!
la settimana in ufficio è stata a dir poco DRAMMATICA, ma ne siamo usciti..uff!ancora pochi altri giorni di lavoro, e poi finalmente saranno ferie...meritatissime ferie!!!
e visto che siamo in mood marittimo, quello che oggi propone wizzy's kitchen è il libidinosissimo PULPO A LA GALLEGA (cioè il polpo alla maniera Galiziana);per chi ama il polipo, questo modo di gustarlo risulterà assolutamente paradisiaco quindi...al lavoro!!!
tralasciamo la parte della pesca del polpo(ovviamente non è prevista la possibilità di comprarlo chiaroo?!?!?!?!?;D),e cominciamo direttamente dalla sua preparazione!
per 4 persone vi occorreranno:
1 o 2 polpi, per un peso complessivo di circa 600 gr
4 foglie di alloro
chiodi di garofano
1 cipolla bianca
4 patate
olio extravergine
sale grosso
paprika
pepe q.b.


è possibile preparare il nostro "pulpo" sia in modo tradizionale(facendolo lessare in acqua per circa mezzoretta) che con la pentola a pressione;dipende quanto tempo avete a disposizione!!!
comunque io personalmente preferisco la preparazione in pentola a pressione quindi cominceremo da qui.
Ponete i polpi- mi raccomando privati del "dente"!!!!-  e le foglie di alloro nella pentola a pressione e coprite con acqua;a questo punto aggiungete anche la cipolla bianca spellata che avrete "trafitto"con 4 chiodi di garofano.
Quindi chiudete la pentola a pressione e ponetela sul fuoco a fiamma vivace; lasciate cuocere per circa 15 min dal fischio. Nel frattempo a parte lessate le patate,sbucciatele e tagliatele a fette abbastanza sottili nel senso della larghezza;disponetele quindi su di un bel piatto da portata capiente.
Quando il polpo sarà pronto scolatelo dall'acqua e tagliatelo(finchè è ancora mooooolto caldo..lo so, sono sadica,ma va fatto così!) a rondelle di circa 4 mm di spessore-non è pignoleria, è importantissimo!!!!-...preparatevi perchè sarà un'impresa ardua poichè se il polpo è ben cotto e tenero, vi risulterà difficile farne fettine così sottili...ma se siete miei convinti proseliti dovrete prepararvi a questo ed altro!!!!
Ora disponete le fettine di polpo ancora tiepide sulle patate,quindi condite con olio extravergine, sale grosso, pepe e paprika ,ma mi raccomando NON MESCOLATE!!!!il pulpo a la Gallega si gusta così :un pezzetto di polpo con un pezzetto di patata!


...e adesso provateci a dire che non è assolutamente LIBIDINOSO!!!!
Bon appétit!!!

Nota bene:se avete scelto il metodo di preparazione tradizionale,dovrete porre in una pentola grande il polipo,le foglie di alloro e la cipolla bianca trafitta dai 4 chiodi di garofano e lasciate lessare in abbondante acqua per circa una mezzoretta...per il resto procedete secondo la ricetta!!